Ferretti Group yacht di lusso

con il patrocinio del comune di Cesenatico

Ferretti Group, Yacht d'autore in Romagna

Yachts d’autore. Dalla Romagna ai mercati mondiali, la sfida di Ferretti Groups nel settore delle barche di lusso

Da sempre la riviera romagnola ha ospitato aziende nautiche; la natura della costa, bassa, priva di fondali e di approdi naturali, consente l’attracco in qualsiasi punto degli oltre cento chilometri di litorale sabbioso che si snodano da Cattolica alla foce del Po. La scarsità dei “marina”, che si contano sulle punta delle dita, e dei porti, per lo più riservati ai pescherecci ed al naviglio minore, non hanno però mai consentito una diffusione di massa degli sport velici e motonautici, come avviene da altre parti.
Se da un lato la grande nautica, quella dei maxi yacht e delle barche a bulbo, non trova qui un idoneo ambiente, dall’altro l’estro, la creatività, la capacità imprenditoriale di tante generazione di romagnoli ne hanno fatto invece un territorio d’elite per prodotti nel mondo della nautica che negli anni hanno conquistato l’intero pianeta.
A cominciare da semplici carpentieri del legno e della plastica, abbiamo lungo il litorale una miriade di piccole aziende artigianali e commerciali che provvedono alla costruzione, riparazione, commercializzazione di scafi, accessori, motori, vernici ed altri generi di attività, tra i quali l’alaggio ed il rimessaggio. Il settore della nautica, negli anni, si è esteso dalla costa verso l’interno, in ciò favorito anche da una particolare categoria di sportivi, i pescatori dilettanti, buoni utenti delle imbarcazioni a motore. Le piccole aziende sono spesso di supporto alla media e grande industria, formando manovalanza e fornendo semilavorati e componentistica.
Nel panorama produttivo emiliano-romagnolo sono sorte così anche le industrie nautiche.
E in questo contesto si è venuto affermando negli anni divenendo leader del settore, il “Gruppo Ferretti” di Forlì, che da oltre quarant’anni, per la precisione dal 1968, costruisce cabinati a motore d’altura di alta tecnologia e qualità. La produzione di quest’azienda, destinata ad una clientela d’elite, compete con successo con i titolati cantieri del resto d’Italia e dell’estero.
Il Gruppo Ferretti ha infatti ben pochi omologhi a livello mondiale, perché ha costruito negli anni al suo interno una serie di requisiti - progettazione, costruzione e commercializzazione - che l’hanno portato ai vertici delle preferenze di chi può permettersi il meglio in un settore tra i più esclusivi ed elitari, quello dei grandi yachts.
Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Bertram, Riva, Mochi Craft, CRN e Ferretti Custom Line sono i brand del Gruppo Ferretti, ben noti agli appassionati del settore.
Norberto Ferretti, presidente e fondatore del Gruppo, ha impostato il lavoro sulla costante innovazione di prodotto e di processo e sulla continua ricerca di soluzioni all’avanguardia in campo tecnologico. Ha voluto in azienda tecnici e ingegneri altamente specializzati, creando l’AYT - Advanced Yacht Technology, uno dei centri di ricerca e progettazione navale più avanzati al mondo che, in collaborazione con il team di architetti e designer del Centro Stile Ferrettigroup, lavora alla continua ricerca di soluzioni funzionali, innovative ed estetiche per dare a questi prodotti “da sogno” quell’eccellenza che la sua clientela esigente richiede.
L’attenzione continua all’equilibrio tra spazi esterni ed interni, per aumentare la vivibilità dell’ambiente e interventi sul decor interno per conferire un rinnovato senso di classicità contemporanea, hanno caratterizzato gli ultimi modelli di alta gamma.
La maggior parte del mercato del Gruppo è senza dubbio all’estero, in Asia, Stati Uniti ed in oltre 80 Paesi del mondo nei cui porti turistici Ferretti ha propri uffici di rappresentanza per garantire alla clientela i più elevati livelli di assistenza. Ciononostante, ogni tanto uno dei tanti oggetti “da sogno” uscito dai cantieri Ferretti getta l’ancora anche a Cesenatico, riuscendo a suscitare sempre l’ammirazione per la sua bellezza e perfezione ed un pizzico d’invidia per chi se lo può permettere.

A tavola sul mare blu

Quando si parla di cucina di bordo si pensa inevitabilmente ai piatti ed alla cucina dell’estate. in realtà c’è solo una qualche parentela fra quello che si mangia nei mesi caldi e quello che si può preparare in barca. Diciamo che in navigazione le scelte sono più limitate ma spesso di qualità migliore: basti pensare al pesce freschissimo che possiamo avere a disposizione. Chi cucina in barca ha il vantaggio di trovare ospiti ben disposti al pranzo: l’ambiente naturale, la vacanza dal lavoro, la situazione insolita sono, in genere, un  ottimo condimento dei piatti. Naturalmente cucinare in barca non è la stessa cosa che mettersi ai fornelli in casa propria: occorre tutta una serie di accortezze e di utensili adatti; bisogna poi rinunciare in partenza ad alcuni piatti: la polenta non è cosa da barca e neanche il brasato, per il tempo di cottura che richiede. E’ meglio pensare magari a tutta una serie di insalate e risotti. Durante le soste nei porti è necessario provvedersi di verdure freschissime ed anche di frutta per ottime macedonie. Perchè frutta ed insalata?
Perchè in navigazione il nostro organismo consuma grandi quantità di vitamine, che occorre appunto reintegrare di continuo. Il riso si sposa magnificamente al pesce e alle verdure: ingredienti di facile reperibilità in navigazione, durante le soste nei porti ed anche, per quanto riguarda il pesce, direttamente dal mare. E’ bene, quindi, partire con buone scorte di riso di buona qualità.
Ovviamente anche in barca dovremo essere capaci di preparare gli amati spaghetti: munirsi allora in partenza di pasta di buona qualità e di qualche salsa preparata, ad esempio il pesto che può essere usato anche con il riso ed eventualmente su pesce cotto con acqua e un po’ di vino. anche i funghi secchi sono un ottimo “salvagente” per la cucina in barca. Non carichiamoci, come saremmo tentati di fare, di molte derrate facilmente deperibili fuori dal frigorifero.
Facciamo invece salire con noi, al momento dell’imbarco, del buon tonno in scatola, capperi, zafferano, estratto di carne, pancetta affumicata e diverse scatole di pelati da mezzo chilogrammo.
Se si vuole gustare un pesce alla piastra, è bene ricordare che le squame non vanno tolte prima della cottura: sono infatti un ottimo involucro per cuocere meglio le carni del pesce e vanno tolte solo al momento di gustarlo. Infine un buon vino bianco o un rosato, alla giusta temperatura di servizio.
 

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