Intervista a Casadei Mirko

con il patrocinio del comune di Cesenatico

Intervista a Casadei Mirko

Il ritratto dell’erede della musica “solare” dagli esordi ai progetti futuri: al centro sempre e solo le sette note. Mirko Casadei è il traghettatore di un’eredità non da poco, nata sulle note di Romagna Mia e che oggi non smette di innovare il proprio genere. 

I suoi primi passi nella musica, come sono stati?
“Vivendo in una famiglia musicale, ho sempre mixato le normali abitudini di un ragazzo con la vita nel mondo dello spettacolo: a casa avevamo spesso organizzatori di eventi, musicisti. Il mio debutto è stato inaspettato, poiché nessuno mi ha spinto, anzi, mio padre aveva quasi rinunciato all’idea che avrei seguito le sue orme. Negli anni ’80 RaouI aveva smesso di fare concerti e si è aperto un lungo periodo di vacanza. Il mio debutto è arrivato nel 2000, al teatro di Cesenatico: mi sono reso conto che c’era bisogno di un altro Casadei. Sono stato fortunato perché c’era già un’organizzazione alle spalle e da quel giorno, sto mettendo tutto me stesso in questo progetto.”

Se non avessi fatto il musicista, cosa ti sarebbe piaciuto fare? “Facevo il marinaio sulla Nave del Sole, sempre comunque legato a Casadei, poi ho iniziato a fare il dj e l’animatore e mi sono avvicinato al microfono. Ero molto timido e poi quando ho preso il microfono in mano, la timidezza si è sciolta. Di base anche oggi faccio attività di animazione, perché il mio compito nella band è anche quello di parlare con la gente, di coinvolgerla.”

Che musica ascolti? “Ascolto un po’ di tutto, tanta musica diversa, a seconda dei momenti personali. Amo il reggae per le sonorità, gli arrangiamenti di Bob Marley, le evoluzioni come Shaggy e molto il rap e l’hip hop perché c’è molta comunicazione. Mi piace molto la musica italiana, perché non conoscendo bene l’inglese mi piace soffermarmi sui testi.”

Qual è la collaborazione che più ti ha emozionato? “Ho avuto la fortuna di fare collaborazioni anche molto importanti, ma quella che ricordo con molto affetto è stata con Claudio Baglioni. Ci ospitò come Mirko Casadei Beach Band a Lampedusa e di fronte ad una piazza gremita cantò con noi alcuni dei nostri brani più famosi e il divertimento fu davvero qualcosa di molto naturale. Ad oggi, Romagna Mia è stata cantata ormai da una ventina di artisti, tra i quali i Deep Purple, Tito Puente, Jovanotti, Gloria Gaynor e credo non ci siano altri esempi simili.”

Da cosa trai ispirazione per le canzoni? “L’ispirazione arriva dai momenti, dalle storie, dagli ambienti vissuti. Il ballo in qualche modo ha sempre raccontato tante storie, ci sono incontri galeotti, fidanzamenti, famiglie. Dal punto di vista musicale anche le collaborazioni ispirano sonorità e ritmi. In questo mondo è fondamentale tenere le orecchie aperte. Con gente diversa devi saper comunicare pur mantenendo le tue caratteristiche.”

Hai una responsabilità non da poco che è quella di traghettare la musica dei casadei nel futuro e c’è chi dice che questa musica abbia fatto il suo tempo. cosa ne pensi? “Forse è vero, ma di solito le cose tornano ciclicamente. Noi portiamo avanti la tradizione, ma siamo anche innovatori. Crediamo che sotto una forma nuova, diversa e cambiata possa tornare questa musica. Anche Romagna Mia, Casa Mia possono essere rivalutate, il tradizionalista magari storce il naso, ma il detrattore ha ragione quando dice che quella storia è finita e bisogna guardare avanti. Io sto facendo un esperimento molto importante, di pezzi dialettali non solo di Casadei in versione reggae, ska, col contrasto di dialetto e territorio che credo possa funzionare. Sotto questo aspetto mi sono assunto molti rischi, ma sono riuscito ad ottenere spazi che magari non avrei ottenuto rispettando il ‘copione’. C’è tanta gente pronta al rinnovamento. E’ anche il segreto della nostra longevità. Abbiamo 84 anni di storia perché ci siamo rinnovati. Secondo Casadei era un grande innovatore, anche se oggi viene definito tradizionalista, idem Raoul. Non c’è possibilità di appoggiarsi troppo alla vecchia storia perché il pubblico di riferimento cambia.”

Qual è il tuo legame con cesenatico? “Non mi stabilirei mai altrove, è la mia terra Cesenatico, ha visto il mio debutto e vi sono legato da un nodo stretto stretto. Credo che questo territorio sia il più bello in assoluto ogni giorno dell’anno. Spero che i miei compaesani siano contenti di avere me come rappresentante: io Cesenatico la porto non solo nel cuore, ma anche sul palco, con tanto di ombrelloni e lettini, e nella mia verve, tutta romagnola.” (n.b.)

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